FrankDesign .it
10/01/2007
Ti auguro il tempo per i sorrisi,
Il tempo per te stesso.
Ti auguro il tempo per gli altri,
Il tempo per le piccole e grandi cose.
Ti auguro il tempo autentico dove tu possa sentirti felice.
(non so chi l’abbia scritta, ma valeva la
pena citarla per augurarvi buon anno a tutti)
05/02/2007
Mentre ritornavo a Firenze dal mio
amato Salento dove ho trascorso le festività natalizie, leggevo
su “Riflessi” (la rivista delle Ferrovie dello Stato)
un articolo dedicato alla Triennale di Milano dove parlava di “giovani
designer emergenti” e delle esposizioni che verranno fatte.
Il dramma è che erano indicati anche i nomi di questi designer.
Tanto per citarne alcuni: Piero Lissoni, Fabio Novembre, Gaetano Pesce,
Marcel Wanders, e tanti altri. Questi non sono nomi di giovani designer
ma nomi di grandi designer. Ma uno per essere considerato grande,
che deve fare? Pensavo che i giovani designer emergenti avessero 25,
30 anni al massimo, questi stanno scrivendo la storia del design attuale.
Il vero problema dell’Italia, sono gli italiani. Siamo un popolo
che rimane ore ed ore a contemplare ciò che è stato,
ammirando ed esaltando il nostro passato millenario, voltandoci continuamente
indietro rimpiangendo ciò che non si può avere più.
Siamo un popolo che cammina avanti con la testa girata alle spalle.
È questo il vero problema dell’Italia. La storia insegna…..impariamo
da essa.
Non voglio dire che bisogna demolire e ricostruire com’è
stato fatto per secoli, si perderebbero le bellezze del passato e
non si potrebbe imparare da esse. La storia deve essere il trampolino
per il futuro, non un freno per le nuove idee e le nuove leve. Prima
venne la ruota, poi il carro, poi l’auto…..l’uomo
è sempre andato avanti, voltandosi solo per prendere spunto
dai propri antenati migliorando ciò che era stato fatto. Se
questi designer non sono ancora considerati grandi, non so proprio
che cosa si sta aspettando per considerarli tali.
04/03/2007
Basta falsità e finti idoli.
Basta ipocrisie e illusioni.
“Esistete per Apparire” deve essere il nostro grido e
non “Apparire per Esistere”.
Siamo circondati dai niente, aspiriamo a diventare dei nulla.
È questo il mondo che ci circonda ed è questo che la
società vuole. Basta accendere la Tv per capire in che direzione
ci stiamo muovendo, siamo pieni di reality, quiz, e un massacro di
altra spazzatura. Possibile che per un attimo di gloria la gente è
pronta a tutto? Anche a perdere la faccia…….con la torta
che gli viene tirata contro?! Eppure la Tv un tempo era una educatrice,
ha insegnato a leggere e scrivere, ha fatto visitare posti non da
tutti raggiungibili. Che fine ha fatto mamma RAI?
Sembra proprio che alla gente oggi interessi solo avere un piccolo
momento di gloria per poi ritornare ad essere un nessuno. Un tempo
la gente esisteva per apparire……..basta guardare cosa
ci hanno lasciato i grandi del passato; oggi preferisce apparire per
esistere, crearsi castelli di carta che cadono dopo un niente. Ritorniamo
a riscoprire i veri valori.
11/04/2007
Il segreto della felicità,
non è di far sempre ciò che si vuole,
ma di volere ciò che si fa.
(Tolstoj)
05/05/2007
Io sono il Signore Dio tuo:
1. Non avrai altro Dio fuori di me.
2. Non nominare il nome di Dio invano.
3. Ricordati di santificare le feste.
4. Onora il padre e la madre.
5. Non uccidere.
6. Non commettere atti impuri.
7. Non rubare.
8. Non dire falsa testimonianza.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderare la roba d'altri.
(basterebbe rispettare queste piccole leggi, per
abolire tutte le altre ... basterebbe dare meno peso alle parole dette,per
evitare tante guerre)
01/06/2007
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa
(Fabrizio Moro)
04/07/2007
Se vogliamo comprendere e gustare la bellezza della forma dobbiamo imparare a vederla separatamente, isolandola. Dobbiamo fermare il nostro sguardo sui particolari, la forma di una radice di una pianta, la congiunzione di una foglia ad uno stelo, la struttura di una corteccia di un albero, le line tracciate da una schiuma torbida sulle rive di un lago.
(August Endell)
05/08/2007
La forma esercita sul nostro animo, un influsso diretto e privo di mediazioni, non il risultato di qualche antropomorfismo o di un processo di immedesimazione. Quando parliamo di un albero piangente, non lo immaginiamo certo come un essere vivente che soffre, ma pensiamo più semplicemente che esso risveglia in noi il sentimento della tristezza. Oppure, quando diciamo che un abete tende verso l’alto, non gli attribuiamo un’anima; semplicemente l’impressione della “tensione verticale” suscita nell’animo dell’osservatore un’immagine che ne deriva successivamente, quella dell’ergersi.
(August Endell)
02/09/2007
…Per questa ragione noi avremo un nuovo stile, uno stile adeguato in tutto ciò che creiamo. Lo stile di un’epoca non significa forme particolari di un’arte particolare; ogni forma è soltanto uno dei molti simboli della vita interiore, ogni arte ha soltanto una parte nello stile. Lo stile però è il simbolo del sentimento collettivo, di tutta la concezione che un’epoca ha della vita, e si presenta soltanto, nell’universo di tutte le arti. L’armonia di tutta l’arte è il simbolo di un popolo forte.
(Peter Behrens)
05/10/2007
Noi abbiamo avuto maestri ignoranti, miopi: ci hanno insegnato tutto quello che gli antichi hanno fatto, fino a farcelo imparare a memoria. Ci hanno fatto conoscere i costumi e l’arte degli antichi e hanno preteso che noi ne imitassimo l’arte, pur condannando i loro costumi. Non hanno saputo riconoscere che l’arte di un epoca è la fonte che riflette i costumi.
(Peter Behrens)
04/11/2007
Ogni nuova creazione, se vuole essere veramente moderna, deve corrispondere alle esigenze del nostro tempo e ai nuovi materiali, deve esprimere nel migliore dei modi la nostra mentalità democratica e responsabile, deve tener conto delle enormi conquiste tecniche ed economiche e dello spirito pratico dell’uomo moderno. ……. L’architetto può certo attingere dal ricco forziere della tradizione: non copiare i modelli precedenti, ma adattarli ai propri fini rinnovandoli radicalmente.
(Otto Wagner)
04/12/2007
A questo punto non ci saranno più confini tra artigianato, scultura e pittura; tutti questi aspetti saranno una cosa sola : Architettura
(Bruno Taut)