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La natura come fonte di ispirazione
Molti architetti stanno ore e ore
seduti ad un tavolo a pensare cosa realizzare, a quale forma dare
alle proprie opere, a distribuire gli oggetti nella maniera più
consona; io preferisco camminare, osservare il paesaggio che mi circonda,
le strane forme della natura e prendere queste e farle diventare un
qualsiasi cosa. La mente di un architetto deve essere libera da qualsiasi
vincolo, se vedo una nuvola, un albero, un animale, ecc., posso realizzare
qualsiasi cosa, sia essa architettura o design, dipende solo che tipo
di emozione è riuscita a suscitarmi quello che ho visto. Quando
vedo una cosa che mi colpisce e mi illumina un’idea, la riporto
subito su tutto quello che ho a portata di mano, foglio, muro, tavolo,
poi ritorno per ricopiarla correttamente. Una volta Charles L’Eplattenier
disse a Le Corbusier: “soltanto la natura è ispiratrice,
la sola verità e supporto di tutte le attività umane”.
È evidente che nulla è più vero di questa affermazione
del grande maestro perché solo la natura è rivelatrice
del vero, ma è chiaro che questo non basta, bisogna riuscire
a vedere oltre la forma propria della natura osservando la sua vera
essenza, scontornandola dalle impurità e dalle cose superflue,
racchiudendola nella sua semplicità.